Mentre aumentano a dismisura le cartelle esattoriali, la Regione acquista 11 Audi A6 (con tv al plasma) per gli assessori. Il Comune smaltirà i rifiuti ad Avezzano e per l’ospedale di Atri rischio della riduzione dei posti letto A breve il cartellone delle manifestazioni estive, il belvedere rimane chiuso e i turisti non arrivano.
Voleva essere lucidata, come si conviene a tutte le perle, per essere pronta ad affrontare l’imminente stagione estiva. Invece Silvi la Perla dell’Adriatico per un giorno ha rischiato di fare la fine di Napoli, con la sua spazzatura che ha devastato l’ambiente ed i suoi politici che ne hanno tratto vantaggi personali. Il rischio, più che fondato, è arrivato all’indomani della chiusura della discarica di Notaresco. Nulla di nuovo sotto il sole: è solo la conseguenza di una politica caotica tra gli enti istituzionali e le società dedite allo smaltimento,
in nome di una liberalizzazione tout court che ha investito anche il settore rifiuti. L’intreccio senza fine ha costretto il Comune a rivolgersi all’ennesimo impianto privato (ad Avezzano) per il conferimento dei rifiuti umidi-organici. Caos, termine coniato dal Comune di Silvi per chiedere l’immediato intervento di Provincie e Regione e per sottolineare il dramma generalizzato di una generazione politica di centrodestra incapace di determinare una qualsiasi bozza di pianificazione in materia. Prova ne sia che per la modifica della legge 45/07, quella relativa alla gestione dei rifiuti, si continua solo a parlare nei tavoli di concertazione.. Il piano regionale dei rifiuti individua negli Ato (ambiti territoriali) gli strumenti di gestione e l’assessore regionale al ramo ha detto che la gestione “andrebbe affidata alle Province”. Bene, Vallescura e Marini alzino la voce, si facciano sentire con una Provincia completamente assente nella realtà locale ed una regione che manda i suoi rappresentanti solo a far passerelle. Occorre una politica dei fatti, senza i quali il (continua…)









